Benzina Verde

E' il carburante per eccellenza in quanto può far funzionare motori in tutte condizioni climatiche. E’ una miscela complessa di idrocarburi di colore trasparente ma per legge colorata di verde, ottenuta da varie frazioni petrolifere ad un intervallo di distillazione approssimativo tra i 30°C e i 210°C. Al suo interno sono contenuti (in percentuali variabili): Naphta a basso punto di ebollizione, Alcoli, come il metanolo, etanolo e isopropanolo, Componenti ossigenati come metilterbutiletere e teramilmetiletere, benzene e toluene.
Altri idrocarburi come pentano, esano, ottano (che decide il famoso numero di ottani), etilbenzene, naftaline, ecc. In base alle normative vigenti viene classificato come prodotto pericoloso per il rischio di incendio associato alla sua alta infiammabilità, poiché emette gas (più pesanti dell’aria) che mischiati ad aria diventano esplosivi anche a distanza, con un punto di autoaccensione maggiore di -200°C e un peso specifico tra i 0,725 e i 0,765 .
Il grado di ottano ne indica l’antidetonanza: maggiore è il numero di ottano (% di iso-ottano nella miscela n-eptano/iso-ottano) e minore sarà il pericolo di preaccensione nel motore

Diesel

E' una miscela di idrocarburi di colore trasperente ma per legge colorata di giallo, ottenuta per distillazione e raffinazione del petrolio grezzo ad un intervallo di distillazione approssimativo tra i 160°C e i 390°C. Al suo interno sono contenuti (in percentuali variabili): cherosene, gasoli, trimetilbenzeni, esteri metilici di acidi grassi (biodiesel) al 7%, come da obbligo di legge.
E’ più pesante (peso specifico tra 0,820 e 0,845) e meno pericoloso della benzina in quanto non esplosivo e infiammabile solo ad alte temperature (deve raggiungere almeno i 600°C), fatto sta che comunque ricade nella classificazione dei prodotti pericolosi.
Nel gasolio si parla di numero di cetano che, al contrario dell’ottano, ne determina la prontezza all’accensione. Al di sotto dei -4°C si possono solidificare delle paraffine che rischiano di intasare gli iniettori.
Per questo motivo nei periodi più freddi dell’anno, soprattutto in montagna, è consigliabile l’uso di “diesel gelo” o comunque di un additivo da aggiungere per prevenire inconvenienti e ottimizzare la combustione al freddo.

Lubrificanti

Dove lavora l'olio motore? Si sa che l'olio motore va nella coppa e che lubrifica alcune parti del motore, siano essi a benziana che diesel. Nello specifico gli organi interessati sono: pompa olio, cuscinetti della turbina, cuscinetti di biella, cuscinetti degli alberi a camme, camme e punterie, bilancieri, valvole, ma soprattutto il sistema pistone-cilindro e gli ingranaggi di catena e distribuzione.
Funzioni dell’olio motore.
La lubrificazione, indispensabile per qualsiasi ingranaggio, ha nei motori un’importanza particolare perché deve:
  • Ridurre l’attrito tra le superfici in movimento, poiché l’attrito genera usura e calore che può portare a temperature troppo elevate.
  • Smaltire il calore provocato dall’attrito, praticamente aiuta a raffreddare.
  • Evitare la formazione di schiuma, che si potrebbe formare con prodotti scadenti.
  • Evitare la formazione di depositi nel pistone.
  • Detergere e tenere in sospensione i residui che normalmente, nel tempo, si possono formare durante l’esercizio.
  • Avere un’adeguata fluidità per facilitare l’accensione, le operazioni a freddo e una rapida lubrificazione anche a basse temperature.
  • Avere un adeguato indice di viscosità per garantire le prestazioni ottimali ad alte temperature.
Tipologie
Fino a pochi anni fa venivano usati, come oli basilari, gli oli minerali (di natura paraffinica e raffinati al solvente, quindi interamente derivati dal petrolio) in quanto economici e sufficienti per la tecnologia impiegata. Adesso invece sempre più vengono usati gli oli sintetici (ottenuti con composizioni di laboratorio) con qualità superiori ai minerali, ovvero migliore fluidità alle basse temperature, alto punto d’infiammabilità, scarsa volatilità e maggior resistenza all’ossidazione. Gli oli lubrificanti per auto e moto riportano sulla confezione una etichetta adesiva sulla quale sono indicate principalmente due sigle: SAE ed API. La specifica SAE prende il nome dalla Society of Automotive Engineers e indica la viscosità dell'olio, ovvero la capacità di scorrere sulle superfici, il suo grado di attrito. La viscosità aumenta a freddo mentre si riduce a caldo (l'olio diventa più fluido) ma da anni la tecnologia ha messo a disposizione oli multigrado, cioè che garantiscono una eccellente lubrificazione sia a freddo che a caldo. Sull’etichetta di una confezione di olio si possono trovare dei numeri come 10W40, 20W50, 15W40, 15W50 ecc. Il primo numero indica la classe di viscosità assegnata a quell'olio a -18 °C mentre il secondo la indica a +100 °C (la "W" sta per "Winter", inverno). Bisogna precisare che oli con un range molto ampio, come ad esempio il 5W50, sono molto complessi e molto difficili da ottenere, sono lubrificanti che pur garantendo ottima lubrificazione, possiedono una viscosità instabile e necessitano di additivi molto particolari e costosi per contenerla.